Nessuna innovazione ha come protagonista uno strumento. La chiave sta nella relazione che una certa persona crea con un certo strumento. Come lo usa, come sbaglia ad usarlo (scoprendo funzionalità inaspettate), come lo rompe, come lo abbandona. Per questo mi piace ascoltare le storie delle persone che si imbattono nella tecnologia (uno dei tanti strumenti dell'innovazione). Si scoprono cose meravigliose a far raccontare la gente. Molto più interessanti di quanto possano essere le news sulle nuove funzionalità della
release dell'Iphone. Almeno per me.
Mia madre ad esempio ha una certa idiosincrasia per gli SMS. Non riesce a mandarli (il T9 e il Short Message in sé è un'idea difficile da digerire per una cresciuta a libri e settimanali), e non riesce neppure a riceverli, sebbene le abbia comprato il cellulare più semplice possibile - Hai ricevuto un messaggio. Leggi-. La rubrica dei numeri, poi, è un mistero assoluto. Quando le telefono lei risponde ancora: "Pronto chi parla" sebbene il mio nome appaia bello grande sul display. Mio padre che è un
bricoleur dell'ala dura ha scritto con la Dymo i numeri di telefono più importanti e li ha appiccicati sul dorso del cellulare. Ne abbamo dovuto comprare uno più grande per farci stare tutti i numeri. Chissà se alla Nokia è stato fatto uno studio per rendere "scrivibile" il dorso di un cellulare? Qualche cosa che non scolorisca al contatto della pelle ma che si possa cancellare in qualche altro modo.