Progetto Arduino

Siamo abituati ad associare il termine open-source al software, come Linux, Firefox o OpenOffice per citarne alcuni. Capita meno di sentir parlare di hardware open-source.
Arduino è uno di questi esempi: si tratta di un progetto open-source basato su una scheda, che ospita un semplice e flessibile microcontroller, e sul software di programmazione a corredo.
L’idea di creare una piattaforma hardware open-source per gestire progetti di automazione nasce qualche anno fa a Ivrea grazie a Massimo Banzi, David Cuartielles e David Bellis.
Il gruppo era convinto che rendere il progetto libero e aperto avrebbe suscitato più interesse e generato più pubblicità gratuita di quanta ne avrebbe potuto ottenere un componente hardware chiuso e proprietario. Inoltre, i sostenitori del movimento open-source avrebbero iniziato a offrire suggerimenti e ogni generazione della scheda sarebbe migliorata.
In effetti, in pochi mesi sono arrivate diverse idee per apportare modifiche al cablaggio e al linguaggio di programmazione. Da quando circa due anni fa è iniziata la produzione di massa, sono state vendute in tutto il mondo decine di migliaia di unità di Arduino per gli usi più disparati: i clienti le utilizzano per creare robot, per ottimizzare i consumi delle loro auto o per costruire modellini di aeroplani.
La filosofia del progetto Arduino è che gli schemi dei circuiti, i file di progetto e il software per la scheda sono messi gratuitamente a disposizione di chiunque li voglia usare, modificare o vendere. Gli inventori di Arduino hanno deciso di utilizzare la licenza Creative Commons Attribution-Share Alike. In virtù di questa licenza si possono produrre copie della scheda, si può riprogettarla, oppure si possono vendere schede simili che ne ricalchino il progetto, senza che sia necessario pagare diritti al gruppo Arduino né chiedere l’autorizzazione. L’unica condizione è che ogni nuovo progetto deve dare il riconoscimento della paternità dell’idea originale al gruppo Arduino e utilizzare la stessa licenza Creative Commons o una simile, per garantire che le nuove versioni della scheda Arduino siano altrettanto libere e aperte.
Il software open source ha portato enormi benefici all’era di Internet (basta pensare al web server Apache che sta alla base di più di metà dei siti del mondo).
La scommessa è: l’hardware open source riuscirà a fare qualcosa di simile?

Link
-sito ufficiale: http://www.arduino.cc/