LE TRE COSE SU TWITTER CHE ZYGMUNT BAUMAN SI È DIMENTICATO DI DIRE
Il sociologo Zygmunt Bauman dedica sul D di Repubblica della scorsa settimana un pezzo dedicato a twitter, la nuova next big thing di Internet di cui si occupano ora i media tradizionali.
Bauman enumera qualche dato per testimoniarne il successo, la crescita record di utenti del 900%, i 55 milioni di utenti, e poi viene l'ora delle critiche: nella società dove contare equivale a farsi vedere, twitter con i suoi cinguettii dai contenuti spesso irrilevanti sarebbe lo strumento adatto per "mitigare l'umiliazione di chi vorrebbe accedere alle boutique più esclusive ma è destinato ai negozi sotto casa". Uno strumento a basso costo quindi, per raggiungere una notorietà seppur minima e relegata alla Rete, un modo per "aumentare il proprio peso spirituale in un sistema in cui la rilevanza di una persona si misura in base alla fama", o ai followers.
Pur aderendo alle sempre lucide analisi sociologiche di Baumann, che come pochi riesce a fotografare la nostra società vuota di riferimenti aspirazionali, non può mancare la segnalazione di una mancata completezza sulle potenzialità del microblogging come reale, nuovo strumento che internet mette a disposizione.
Decretare il fallimento del microblogging, e di twitter nello specifico, con una affermazione quale: "parlare di presunto contenuto non ha senso, ciò che conta è che il suono venga emesso" sarebbe stato come ridimensionare nel 2003 le potenzialità dei blog in ragione dei troppi contenuti diaristici e personalistici. O, più in generale, come sminuire uno strumento solo in ragione della enorme quantità di rumore che la sua caratteristica di apertura necessariamente produce. E chissà a posteriori cosa ne avrebbe pensato Arianna Huffington.
Il microblogging porta con sé una differente formattazione del contenuto, e ad una sua diffusione specifica. Brevi update, istantanei, recapitati su piattaforme always-on (gli sms ora, i terminali portatili connessi alla rete domani). Due elementi importanti che di fatto identificano le caratteristiche di un nuovo mezzo di comunicazione.
Gli uomini di Jack Dorsey, consci della necessità di dover isolare dal flusso indefinito di informazioni i soli elementi di interesse per rendere utilizzabile lo strumento, hanno realizzato fin da subito il meccanismo del "following": seguo solo gli update di mio interesse, ed escludo prontamente dal mio flusso chi produce rumore. Un tema da non trascurare, e che di fatto esclude le critiche di Baumann, o per lo meno le ridimensiona sulla base della capacità di un utente di selezionare temi di proprio interesse.
Tuttavia sussistono almeno tre elementi necessari di valorizzazione della piattaforma, tre ostacoli che lo strumento deve superare per diventare adulto e non scomparire una volta che la curva di interesse nei suoi confronti si andrà fatalmente ad esaurire:
- completamento infrastrutturale. E' il tema più importante: per esprimere le proprie potenzialità, Twitter deve necessariamente completare l'integrazione web-mobile. Se gli aggiornamenti via sms continueranno ad essere esclusi per gli utenti al di fuori di Stati Uniti, Canada, India e UK, il sistema difficilmente andrà più lontano di così, per lo meno nel nostro paese.
- contenuti mainstream. Accanto ai cinguettii di chi è "destinato ai negozi sotto casa" devono arrivare i contenuti professionali, o per lo meno riferibili a una parte dei media tradizionali che possono contare su autori e redazioni già operanti. Gli aggiornamenti di news dei quotidiani e dei telegiornali ed alle estensioni narrative di programmi televisivi e fiction che utilizzino gratuitamente la piattaforma a scopi promozionali. O gli update di personaggi pubblici e vip. Solo i contenuti mainstream faranno fare il salto della piattaforma verso il pubblico di massa, l'unico in grado di garantirne il sostentamento economico e la profittabilità in termini di realizzazione di una massa sufficientemente critica di raccolta di pubblicità o di abbonamenti.
- utenza professionale. la grande potenzialità ancora non pienamente sfruttata è la gestione dello scambio di informazioni fra gruppi di lavoro flessibili e diffusi sul territorio. In situazioni di trasversalità funzionale e di gruppi di lavoro liquidi (la stessa liquidità della società di cui Bauman parla) il microblogging ben usato può diventare lo strumento adatto per tenere sincronizzate le diverse funzioni di progetto sullo stato di avanzamento dei lavori e quindi semplificare la circolazione di informazioni. Cambiando questa volta davvero in meglio la vita (professionale) di molte persone.
Bauman enumera qualche dato per testimoniarne il successo, la crescita record di utenti del 900%, i 55 milioni di utenti, e poi viene l'ora delle critiche: nella società dove contare equivale a farsi vedere, twitter con i suoi cinguettii dai contenuti spesso irrilevanti sarebbe lo strumento adatto per "mitigare l'umiliazione di chi vorrebbe accedere alle boutique più esclusive ma è destinato ai negozi sotto casa". Uno strumento a basso costo quindi, per raggiungere una notorietà seppur minima e relegata alla Rete, un modo per "aumentare il proprio peso spirituale in un sistema in cui la rilevanza di una persona si misura in base alla fama", o ai followers.
Pur aderendo alle sempre lucide analisi sociologiche di Baumann, che come pochi riesce a fotografare la nostra società vuota di riferimenti aspirazionali, non può mancare la segnalazione di una mancata completezza sulle potenzialità del microblogging come reale, nuovo strumento che internet mette a disposizione.
Decretare il fallimento del microblogging, e di twitter nello specifico, con una affermazione quale: "parlare di presunto contenuto non ha senso, ciò che conta è che il suono venga emesso" sarebbe stato come ridimensionare nel 2003 le potenzialità dei blog in ragione dei troppi contenuti diaristici e personalistici. O, più in generale, come sminuire uno strumento solo in ragione della enorme quantità di rumore che la sua caratteristica di apertura necessariamente produce. E chissà a posteriori cosa ne avrebbe pensato Arianna Huffington.
Il microblogging porta con sé una differente formattazione del contenuto, e ad una sua diffusione specifica. Brevi update, istantanei, recapitati su piattaforme always-on (gli sms ora, i terminali portatili connessi alla rete domani). Due elementi importanti che di fatto identificano le caratteristiche di un nuovo mezzo di comunicazione.
Gli uomini di Jack Dorsey, consci della necessità di dover isolare dal flusso indefinito di informazioni i soli elementi di interesse per rendere utilizzabile lo strumento, hanno realizzato fin da subito il meccanismo del "following": seguo solo gli update di mio interesse, ed escludo prontamente dal mio flusso chi produce rumore. Un tema da non trascurare, e che di fatto esclude le critiche di Baumann, o per lo meno le ridimensiona sulla base della capacità di un utente di selezionare temi di proprio interesse.
Tuttavia sussistono almeno tre elementi necessari di valorizzazione della piattaforma, tre ostacoli che lo strumento deve superare per diventare adulto e non scomparire una volta che la curva di interesse nei suoi confronti si andrà fatalmente ad esaurire:
- completamento infrastrutturale. E' il tema più importante: per esprimere le proprie potenzialità, Twitter deve necessariamente completare l'integrazione web-mobile. Se gli aggiornamenti via sms continueranno ad essere esclusi per gli utenti al di fuori di Stati Uniti, Canada, India e UK, il sistema difficilmente andrà più lontano di così, per lo meno nel nostro paese.
- contenuti mainstream. Accanto ai cinguettii di chi è "destinato ai negozi sotto casa" devono arrivare i contenuti professionali, o per lo meno riferibili a una parte dei media tradizionali che possono contare su autori e redazioni già operanti. Gli aggiornamenti di news dei quotidiani e dei telegiornali ed alle estensioni narrative di programmi televisivi e fiction che utilizzino gratuitamente la piattaforma a scopi promozionali. O gli update di personaggi pubblici e vip. Solo i contenuti mainstream faranno fare il salto della piattaforma verso il pubblico di massa, l'unico in grado di garantirne il sostentamento economico e la profittabilità in termini di realizzazione di una massa sufficientemente critica di raccolta di pubblicità o di abbonamenti.
- utenza professionale. la grande potenzialità ancora non pienamente sfruttata è la gestione dello scambio di informazioni fra gruppi di lavoro flessibili e diffusi sul territorio. In situazioni di trasversalità funzionale e di gruppi di lavoro liquidi (la stessa liquidità della società di cui Bauman parla) il microblogging ben usato può diventare lo strumento adatto per tenere sincronizzate le diverse funzioni di progetto sullo stato di avanzamento dei lavori e quindi semplificare la circolazione di informazioni. Cambiando questa volta davvero in meglio la vita (professionale) di molte persone.
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